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15 Giugno 1918

 

 

La prima fase della Battaglia: l’attacco

 

 C’è nebbia sul Montello la mattina del 15 giugno. E’ un sabato coperto e piovigginoso.

 

Da una cartina nemica, sulla quale sono segnati gli obiettivi da raggiungere dalla fanteria, risulta che i compiti principali della giornata erano assegnati alle due Divisioni laterali, la 17^ e la 31^.

 

 

 

La 17^ Divisione, sfondata la nostra fronte fra Castelviero e Nervesa doveva procedere ai due lati della ferrovia, Nervesa - Montebelluna, puntando con l’ala sinistra su Postioma e su Musano e con l’ala destra su Arcade e su Povegliano.

 

La 31^ Divisione, superate le nostre prime linee fra Casa Saccardo e la Grotta del Tavaran Grando, doveva puntare con l’ala sinistra al nodo ferroviario di Montebelluna, col centro su Biadene, con l’ala destra su Pederiva.

 

La 13^ Divisione, attaccando frontalmente le nostre linee tra Castelviero e Casa Saccardo, doveva incunearsi fra le due divisioni laterali e sostenere l’azione con una pressione frontale forte e costante.

 

 

 

Ore 3.00 del 15 giugno: Le artiglierie austro-ungariche della 6^ Armata, circa 900 pezzi, aprono il fuoco contro le difese italiane poste sul Montello, dapprima con un intenso tiro di granate a gas asfissiante ed a schrapnel , chiamato anche tiro d’interdizione, eseguito specialmente sulle retrovie, sui comandi, osservatori e postazioni d’artiglieria, in modo da bloccare le attività retrostanti.

 

Ore 5.15: Tutti i comandi d’artiglieria hanno l’ordine di concentrare il tiro su alcuni tratti della prima linea italiana, chiamata “linea Marginale”, in modo tale da spianare qualsiasi difesa.

 

Ore 5.45: Con un quarto d’ora d’anticipo inizia il passaggio dei primi Battaglioni d’Assalto protetti da una densa nuvola artificiale che si estende sul greto del Piave e si eleva sino al margine del Montello ostacolando grandemente l’osservazione delle manovre nemiche.

 

Sono tutti ungheresi, rumeni, cecoslovacchi, bosniaci e serbo-croati; pochi sono i tedeschi, ancora meno i polacchi; sono giovani dai 19 ai 25 anni

 

Le truppe d’assalto austro-ungariche (Sturmtruppen) della 31^ Divisione Honved , attraversano a bordo di barconi (come quello posto a monumento lungo l’argine, entrando a Nervesa) il breve tratto di fiume e s’impadroniscono rapidamente della prima linea tra Casa Saccardo e Casa De Faveri (ad est di Santa Croce).

 

Ore 7.30: Mentre proseguono le operazioni di traghettamento delle fanterie che occupano stabilmente le teste di ponte ed iniziano i gittamenti dei ponti (quattro in progetto) necessari per il transito delle artiglierie, gli assaltatori proseguono la loro corsa verso le linee della difesa interna italiane; sarà poi compito della fanteria eliminare le varie sacche di resistenza.

 

Ore 9.15: Gli attaccanti oltrepassano la 2^ linea italiana, detta “Sommitale” o “della Capponiera”.

 

Ore 10.45: Con notevole ritardo, al Comando del Generale Pennella, ove il panico è palpabile, arriva la conferma e la successiva evoluzione dell’attacco austro-ungarico. La situazione è critica e vengono impartiti i primi ordini per tamponare la falla creatasi.

 

Ore 11.20: Anche l’ultima linea difensiva del Montello, detta di “Corpo d’Armata” cede; gli austriaci hanno la vittoria a portata di mano.

 

Ore 12.00 circa: Truppe della 13^ Divisione Schutzen entrano a Giavera, dove fortunatamente fermano la loro corsa, non per motivi tattici, ma per poter dedicarsi al saccheggio del paese. La fame è sempre il nemico numero uno.

 

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